Il biondo scandinavo: genetica, origini ed evoluzione della tonalità di capelli più ambita

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La magia del biondo scandinavo? Risiede in quella combinazione unica di bellezza naturale, profonde radici genetiche e nell’importanza che ha rivestito per la cultura. Questa tonalità di capelli davvero speciale, che amiamo per le sue sfumature fredde e cenere, è da millenni il segno distintivo degli abitanti della Scandinavia. Ma va ben oltre la semplice estetica. Il biondo scandinavo è un affascinante esempio di come la genetica, l’evoluzione e la storia dell’umanità si intreccino, dando vita a una caratteristica che continua a ispirare la moda e lo styling.

Le radici genetiche del biondo scandinavo: da dove proviene realmente?

Tutto ha inizio da una specifica mutazione nel gene KITLG. È proprio questa mutazione a determinare una minore produzione del pigmento scuro, ovvero l’eumelanina. Questa mutazione chiave, denominata rs12821256, è stata scoperta negli Antichi Eurasiani del Nord (Ancient North Eurasian), che vivevano nell’antica Siberia circa 17.000 anni fa. Solo col passare del tempo, a seguito delle migrazioni di popoli quali i Cacciatori-raccoglitori dell’Est (EHG) e i successivi popoli della cultura di Yamnaya (Yamnaya), questa variante genetica è giunta in Europa e poi più avanti, fino alla Scandinavia, dove ha acquisito popolarità. È interessante notare che le ricerche dimostrano che il gene responsabile dei capelli biondi si è evoluto almeno due volte: è stata infatti individuata anche una mutazione indipendente nel gene TYRP1, che produce un effetto simile.

Perché il biondo scandinavo è così diffuso in Scandinavia e come si è evoluto?

Il fatto che il biondo scandinavo sia così diffuso in Scandinavia è dovuto a diversi fattori contemporaneamente: l’adattamento all’ambiente, la selezione sessuale e i processi genetici che hanno avuto luogo nelle popolazioni locali, spesso isolate. Una delle teorie sostiene che la pelle e i capelli più chiari aiutassero nella sintesi della vitamina D in luoghi dove il sole è scarso. Si tratta del cosiddetto adattamento alla vitamina D, fondamentale per la sopravvivenza. A ciò si aggiungeva la selezione sessuale: i capelli biondi potevano essere una caratteristica desiderabile, il che ne aumentava la presenza nel patrimonio genetico.

In seguito, quando nelle terre scandinave si incontrarono i cacciatori-raccoglitori provenienti dall’Est (EHG) con quelli provenienti dall’Ovest (WHG), si formò il gruppo degli Antichi Cacciatori-Raccoglitori Scandinavi (SHG). In queste piccole comunità, spesso isolate, l’effetto fondatore e la deriva genetica hanno fatto sì che i geni recessivi, come quello dei capelli biondi, si consolidassero più facilmente. Sebbene si dica spesso che il biondo sia semplicemente un adattamento al clima, le ricerche più recenti suggeriscono che la sua diffusione sia stata più complessa. Entravano in gioco anche fattori sociali e di genere, e la sua origine originaria non era necessariamente legata al clima.

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